AIG Gruppo Marciatori Livornesi
  IL MARCIAGIRO
 

IL MARCIAGIRO E LE COLLINE LIVORNESI.  ll 39° Marciagiro delle Colline livornesi, diversamente da quanto annunciato al momento della stesura del Calendario delle Tre Province, quest'anno avrà come punto logistico il Centro Anziani "La Leccia" che già ci ha ospitati in precedenza e che si trova esattamente a pochi metri dall'uscita Livorno Sud-Salviano e dove, a breve distanza, c'è ampia possibilità di parcheggio.Queste precisazioni di carattere pratico erano doverose; ora passiamo ad altro.Quando si parla di Livorno si pensa subito al mare, al cacciucco, al ponce ,ai livornesi un po'"caciaroni ma di buon cuore"; in effetti se queste cose potevano corrispondere a verità ai tempi dei nostri nonni, anzi bisnonni, ora tutto è cambiato. Ma per "rientrare nel seminato" vorrei sottolineare che Livorno non è soltanto mare, ma ha un entroterra bellissimo con zone collinari e boschive che nulla hanno da invidiare ad altre parti della Toscana. Ebbene, il Marciagiro si propone proprio di far conoscere, a chi ancora non li conoscesse e di far visitare nuovamente, a chi già li avesse visti, luoghi incantevoli e panoramici godendo nel contempo in lontananza della vista del mare e di alcune isole dell'Arcipelago, se avremo fortuna meteorologicamente prlando.Cinque saranno i percorsi (2-6-11-16-25 km) e fatta eccezione per la 2 km. tutti gli altri presenteranno saliscendi più o meno dolci. Allontanandoci dal Centro La Leccia ci avvieremo verso via del Lazzeretto dove i podisti della 2 km. volgendo sulla sinistra scenderanno quasi subito verso un ponticello che li porterà indietro sullavia del ritorno; gli altri proseguiranno fino a via delle Gore che inizia quasi di fronte ad un tempietto neoclassico che ricorda l'uccisione di Corrado Corridi (1887) per avviarsi su un percorso decisamente campestre. Giunti al bivio tra via del Lazzeretto e via delle Ghiandaie, la 6 km. compirà il giro di boa percorrendo appunto va del Lazzeretto, mentre la 11-16 e 25 km., dopo la breve e ripida discesa di via delle Ghiandaie, saliranno su panoramica asfaltata  a Limoncino Alto (m.146), ai piedi della Poggia.Qui c'è  un' antica fattoria dove visse e morì il piemontese Giuseppe Ravizza, l'inventore della macchina da scrivere e qui  avviene la separazione dei percorsi: la 25 procede sulla sinistra per addentrarsi nella zona più boscosa,verso il Corbolone, Villa Cristina, l'eremo della Sambuca e giungere a Valle Benedetta. L'eremo della Sambuca ci ricorda che la più antica famiglia religiosa costituitasi nel nostro territorio fu quella degli Agostiniani dell'eremo di San Jacopo in Acquaviva: di qui i monaci estesero i loro possedimenti sulle colline segnando con la loro presenza due luoghi sacri, l'Eremo della Sambuca (1367) ed il Santuario di Montenero, ambedue passati in seguito sotto il governo dei Gesuati che dimorarono alla Sambuca fino al 1668, quando l'ordine fu soppresso. Si chiama Valle Benedetta una sinuosità sulle colline distante circa 12 km. dalla città, dalla cui cima si gode di un magnifico panorama, dal mare alla pianura pisana fino a Pontedera. La chiesa (1692)  con l'annesso monastero fu dedicata a San Giovanni Gualberto dal vallombrosano Colombino Bassi. Per la 25 km. inizia a Valle Benedetta una lunga, piacevole e panoramica discesa che passando per Bellosguardo porta in via del Vecchio Lazzeretto e quindi  all'arrivo. A Limoncino Alto la 16 e la 11 km. volgono invece a destra per scendere su Limoncino Basso: qui la 16 riprende a salire su strada asfaltata verso Valle Benedetta per ricongiungersi alla 25, la 11 piega invece a destra su tratto pianeggiante;  risale poi per via delle Ghiandaie e prosegue anch'essa per via del Vecchio Lazzeretto verso l'arrivo. Tutti i percorsi, come già detto, interessano il territorio delle colline livornesi, comprese ad ovest dal mare, a nord dalla strada Guasticce-Vicarello, ad est dalla Statale 206. Perno delle Colline è la zona di Valle Benedetta, sulle pendici di Poggio Lecceta (m. 462) che è il punto più alto di tutto il sistema collinare. Delle primigenie foreste di leccio che ricoprivano nel passato la maggior parte delle colline rimane una traccia scarsissima ed ora la macchia mediterranea sostituisce le antiche leccete, mentre sul versante a mare il pino d'Aleppo forma una splendida cintura di pinete. Nelle parti alte delle colline dove gli incendi ed i tagli del bosco hanno prodotto alterazioni del terreno si è costituito un ambiente caratterizzato da  arbusti bassi e radi detto "gariga". Da marzo a luglio la gariga si trasforma in una  smagliante e mutevole tavolozza di colori cui fa cornice il verde intenso della macchia.

 Brevi cenni storici:  tralasciando le  notizie particolari sulle tracce più remote della presenza umana in questa zona (in località Limone e tra Colognole e Gabbro sono stati rinvenuti "ripostigli" di oggetti dell'età del bronzo e, per età più recenti, una spada caucasica del XII sec. a.C. a Quercianella), la romanizzazione della zona avvenne attraverso la Via Emilia: attorno a questa via consolare, e poi lungo i percorsi convergenti dalla costa sulla strada stessa nasceranno insediamenti romani, prima militari, Colognole  (Coloniola = piccola colonia), Castelnuovo della Misericordia (Castrum Camajani = accampamento di Cambiano), poi, terminata la guerra tra Mario e Silla,  si verificherà una massiccia costituzione di poderi (ad es. Salviano, podere di Salvius, Antignano, podere di Antinius). Nel Medioevo, per le invasioni barbariche e per lo stato di abbandono delle pianure sempre più impaludate, le popolazioni si rifugiano  sulle alture boscose (Nugola, Parrana, Popogna etc.) e si riscoprono gli antichissimi percorsi collinari di epoca preistorica ed altri ne sono tracciati in coincidenza con il progressivo abbandono della via Emilia. All'età medievale risale inoltre l'origine di estesi latifondi sulle colline e nella piana degradante verso il mare: accanto alle proprietà  delle nobili famiglie pisane  notiamo quelle di enti ecclesiastici. In età moderna ad essi vennero affiancandosi o sostituendosi i Medici, con le loro tenute granducali di Nugola, Montenero, Banditella, Suese.

N.B.: per informazioni su come raggiungere il luogo di partenza consultare la pagina Bacheca.



 

 
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